martedì 1 agosto 2017

IO STO CON GRILLO

Attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno.

In altre parole: se si è alle dipendenze di qualcuno è inutile esprimere la propria opinione, specie se contraria a quella del proprio superiore. Allora, per evitare qualsiasi tipo di ritorsione, anche se si ha ragione, conviene fare come viene richiesto.

La saggezza dei nostri vecchi proverbi ben si adatta anche a questi tempi.

E' inutile che i grillini romani adesso lamentino di avere poca autonomia, se sono dipendenti (e non vogliono essere licenziati su due piedi) stiano zitti e si lascino governare dall'asse Milano-Genova com'è giusto che sia.

O pensavano davvero che bastasse una manciata di 'like' sul web per diventare improvvisamente bravi amministratori e fini politici.

Se hanno un proprietario (e domandiamoci perché NON vuole trasformare il movimento in partito) devono seguire le direttive della proprietà.

Chi non ci sta se ne va; l'ha capito persino la sindaca di Roma, convinta di buon grado ad essere eterodiretta per non perdere stipendio e futuro e pagare salatissime penali che ha sottoscritto (e meno male che dice di essere avvocatessa).

Se qualcuno è stato così idiota da credere nelle loro promesse, nelle loro cazzate, impossibili solo a pensarle altro che a realizzarle (reddito di cittadinanza in testa) adesso forse pensa che non ha fatto una gran scelta o magari pensa davvero che tutto il mondo congiuri contro il m5s per cui si affida alla fede che oscura la ragione.

Amministrare Roma o Torino non è una roba da click sul web, da honestà, è esercizio faticoso, spesso fatto di notti in bianco per fare quadrare i conti, di continue telefonate ad ogni ora per un suggerimento da dare o da ricevere.

E così Appendino, che almeno un po' di gavetta con Fassino l'aveva fatta e si è trovata un pochino meglio, ha capito che non basta uno slogan ('questo non lo faremo mai, questo lo toglieremo, qui cambieremo tutto') per fare funzionare la macchina. E fa marcia indietro sulle promesse fasulle che fece in campagna elettorale già ben sapendo che non avrebbe mai potuto mantenerle.

Se ne è accorto Pizzarotti che infatti ha preso il tram 5stelle, si è fatto eleggere e poi ha buttato a mare tutte le stronzate del suo datore di lavoro.

Tra le altre cose la capacità di un dirigente politico sta nel capire CHI dei suoi collaboratori è valido e CHI invece non vale nulla, preservare i primi e scaricare i secondi.

Non è nemmeno necessario che sappiano lavorare gli amministratori, devono sapere fare lavorare, e bene, gli altri.

Ecco perché questa 'rivolta' (sottovoce) dei grillini italici è una stupidata immensa; se vuoi regole democratiche devi creare i presupposti per averle non affidarti al guru in stile scientology.

Guru che ,va detto, ha trovato benissimo la maniera (tutta italiana) di dirigere i suoi burattini senza mai assumersi la responsbilità di alcunché.

Quindi questa sceneggiata diciamo che al massimo può sembrare un tentativo di sciopero, fallito già sul nascere.