Rimini, 5* e dintorni
Il flop VERO della kermesse riminese (37000 click su 130000 iscritti, le difficoltà a reperire i fondi per pagare le spese, i server bloccati) inducono ad una riflessione.
Potrebbe ingannare immaginare che l'avere il NON candidato già preconfezionato abbia indotto molti a non votare vista l'inutilità del voto stesso.
Essendo però il popolo grillino sotto tiro da parte di tutti (stampa, media, altre forze politiche) questo fattore avrebbe dovuto, a maggior ragione, dare un impulso alla votazione in una sorta di esibizione di muscoli (voi ci attaccate? e noi vi dimostriamo che ci siamo tutti).
Quindi la ragione è un'altra; senza scomodare l'esaurimento della spinta propulsiva di Berlingueriana memoria comincia a serpeggiare tra gli elettori una sfiducia nelle CAPACITA' del movimento.
Non nell'onestà, mai messa in dubbio nemmeno di fronte all'evidenza, ma nel saper governare oltre gli slogan.
I pochissimi amministratori che hanno (sbandierati come la diversità a 5 stelle) sono spesso inquisiti (Quarto, Bagheria, Roma), nella migliore delle ipotesi incapaci (Livorno, Torino e l'onnipresente Roma), in ogni caso poco o nulla diversi dalla vecchia politica (si autosospendono ma non si dimettono).
Grillo che stupido non lo è, ha santificato (e sacrificato) dimaio per tentare di arginare una deriva che potrebbe portare all'implosione del movimento.
Sulle gomene di attracco già si vedono i primi elettori e fiancheggiatori 5* in fuga verso altri lidi.
In questo senso dimaio è perfetto, è l'unico che può tentare un qualunque accordo con chiunque per continuare a galleggiare.
Non Fico, Di Battista o Toninelli, ortodossi oltre ogni decenza.
Non qualche gallina antivax o anti qualcos'altro (e non è una considerazione sessista).
E qui vedo un impressionante parallelismo con "l'uomo qualunque" di Giannini guarda caso anche lui napoletano, nato a Pozzuoli, guarda caso anche lui della media borghesia, guarda caso anche lui nullafacente (lavoretti saltuari come muratore e commesso).
Prima si è conquistato il pubblico, poi quando la novità non si è più rivelata tale, ha tentato di fare accordi passando col cappello in mano da tutti (dai missini alla dicci, ai comunisti).
Ma siccome aveva insultato tutti nessuno gli ha dato credito.
Fino a scomparire senza lasciare nessun rimpianto.
Sembrano le scene finali di "Gallo Cedrone" o de "Il vigile" ("voterete compatti Otello Celletti?" era il mantra).
In ogni caso sono predestinati... ad una fine ingloriosa perché non sapranno nemmeno morire con dignità.
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